INCONTRI


27 luglio 2018

CINEMA? NO, SPETTACOLO!




Quest'anno niente cinema estivo in villa Monguzzi, non ci sono soldi.
Forse è per questo che il nostro sindaco-borgomastro ha pensato di rimediare allestendo uno spettacolo in consiglio comunale. Attore principale (e unico), lui.
Approfittando della presenza di un pubblico un po’ più numeroso del solito (c’erano 7 o 8 residenti di via Porta D’Arnolfo sul piede di guerra per l’installazione sotto casa di un’antenna per la telefonia mobile), il nostro ha intrattenuto i presenti con una performance di tutto rispetto.

Ecco tre delle sue "perle" più accattivanti, regolarmente registrate. Tutte in risposta al consigliere Caspani che chiedeva lumi sull'antenna di via Porta D'Arnolfo.

La prima. Forse per tranquillizzare i 7 o 8 residenti presenti, bloccati nel frattempo in sala consiliare dalla pioggia battente, il sindaco-borgomastro non ha trovato di meglio che cominciare il suo lungo intervento con una confessione: "Abito da 30 anni sotto un’antenna ma non sono diventato scemo né sono morto".
Che dire? Ha ragione, vivo è vivo.

Per tacitare l'altra preoccupazione dei residenti, ovvero la svalutazione degli immobili adiacenti l'antenna, una decina di minuti più tardi si è lasciato prendere la mano e, messi da parte per un istante la pila di fogli da cui leggeva, è sbottato all’indirizzo di Caspani con un “non è l'antenna a svalutare una casa ma se ci entrano rom o immigrati”.

Finita qui? Macché! Lo spettacolo doveva continuare, malgrado le facce stralunate del pubblico. La frase appena pronunciata deve essergli piaciuta perché, come un torrente in piena, poco dopo ha ammonito di nuovo il consigliere Caspani, non potendo forse prendersela con il pubblico (votano, avrà pensato). E, alzando la voce, in tono marziale, ha sentenziato: “Se non vuoi l’antenna, butta dalla finestra pc e cellulare".

Il botto l’ha fatto, però, subito dopo. Forse infastidito dalla lettura di citazioni di sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che qualche zelante funzionario del Comune gli ha messo tra le mani, ha preferito affrontare la questione a modo suo: "Caspani, l'antenna te la metto….”.
Panico tra i presenti. E, quando assessori, consiglieri e pubblico con gli occhi bassi si aspettavano ormai il peggio, l’uomo sopravvissuto indenne per 30 anni all’antenna vicino a casa è sbottato: “Nella Curt del Boec".

Un lungo, refrigerante, sospiro di sollievo ha invaso a quel punto la sala. Non, certo, per la frescura del temporale che cominciava a entrare dalle finestre spalancate.